Il Salmone dell’Alaska

”Per l’amante della natura, della pesca sostenibile e dell’ambiente, l’Alaska è uno dei più bei Paesi al mondo”
John Miur
Alaska

Pesca sostenibile


Nelle acque dell'Alaska si trova la popolazione di salmone selvaggio più abbondante del mondo: un pesce che ha bisogno di acque fredde, molto ossigenate ed estremamente pulite. 

L’Alaska è il primo produttore di salmone selvaggio. Un pesce che nasce e vive in un ecosistema equilibrato, regolato da metodi di pesca sostenibili.

Il salmone dell’Alaska, è l’unico che si può fregiare dell’etichetta MSC (Marine Stewardship Council). L’MSC è un organismo indipendente con sede a Londra che certifica che la pesca si realizzi rispettando i principi ecologici, assicurandone la sostenibilità.

La denominazione Salmone Selvaggio dell'Alaska raggruppa 5 specie:

  1. Salmone Reale
  2. Salmone Rosso
  3. Salmone Argentato
  4. Salmone Keta
  5. Salmone Rosa

Il nome scientifico delle cinque specie di salmone venne assegnato in occasione delle prime esplorazioni della Siberia e riflette il nome indigeno dei pesci.

Queste cinque tipologie di salmone dell’Alaska nascono nelle acque cristalline dei fiumi e dei ruscelli del Paese, migrando verso le acque dell’Oceano Pacifico e del mare di Bering, dove vivono e crescono lontano dall'inquinamento causato dall'uomo.

Lo sfruttamento di questa inestimabile risorsa è sottoposto a un rigoroso controllo da parte dello stato dell'Alaska. La gestione esemplare delle peschiere e l'efficace legislazione ambientale dell'Alaska hanno spinto notevolmente la sostenibilità della pesca del salmone selvaggio. 


In Alaska il divieto di allevamento e modificazione genetica del salmone, insieme a una ferma difesa dell'ecosistema, hanno fatto sì che il salmone possa vivere nel proprio habitat sviluppandosi e alimentandosi secondo il suo ciclo naturale.

In questo modo si garantisce un prodotto completamente naturale, ottenuto con il massimo rispetto dell’ambiente, che si riconosce immediatamente per il suo colore, sapore e qualità.


La tradizione

Il salmone dell'Alaska abita in acque limpide e incontaminate, dove si trovano le popolazioni di salmone più numerose e sane, costituendo l’ultimo baluardo a difesa dell’ambiente.

Già in tempi lontani, l’abbondanza dei prodotti stagionali superava il fabbisogno di cacciatori e pescatori, così l’uomo dovette aguzzare l’ingegno per trovare sistemi diversi di conservazione degli alimenti.

Gli uomini catturavano il salmone nei fiumi, con trappole e ramponi, mentre le donne preparavano il pesce pescato per la conservazione. Il salmone veniva fatto asciugare in strutture di legno al riparo dalle intemperie o negli affumicatoi. Una volta affumicato, il salmone dell’Alaska veniva inscatolato in contenitori di legno curvo e, raggiunta la quantità di provviste necessarie per l'inverno, il salmone rimanente veniva utilizzato per la produzione dell’olio.

Oggi, come succedeva migliaia di anni fa, il ciclo del salmone in Alaska continua a definire il ritmo e le stagioni della regione che si estende dalla riva del fiume Kuskokwim fino alla zona abitata dai popoli della regione di Panhandle dell'Alaska. Negli accampamenti dei pescatori e negli affumicatoi vengono usati ancora gli stessi metodi tradizionali per conservare il salmone per tutto l'inverno.

“I Tlingit, così come altre tribù native dell'America del Nord, credevano che i salmoni Sockeye rappresentassero gli spiriti delle acque e ritenevano che questo pesce fosse come un popolo sacro, che abitava gli oceani e viaggiava su canoe invisibili.”

La pesca sostenibile

Nel 2001 l’Organizzazione MSC (Marine Stewardship Council), ha dichiarato che la pesca del salmone in Alaska costituisce un tipo di pesca sostenibile.

Il salmone selvaggio dell’Alaska Sockeye, a differenza di tanti altri tipi di salmone, rappresenta da sempre la perfetta unione tra tradizione e sostenibilità. Questo perché, contrariamente a quanto avviene con i salmoni provenienti da allevamenti, il salmone selvaggio Sockeye vive nel proprio habitat, crescendo e alimentandosi secondo il suo ciclo naturale.

La carne è meno grassa, la polpa è più consistente, il pesce è più sano. Questo perché il salmone selvaggio d’Alaska si nutre esclusivamente di pesci e crostacei "krill", anziché di mangimi industriali con coloranti artificiali. È un alimento sano e 100% naturale. A differenza dei salmoni d’allevamento, il salmone dell’Alaska non viene trattato con antibiotici ed ormoni. 

“L’ecosostenibilità prevede che non si rovini in nessun modo il patrimonio naturale mondiale” Anche noi di Soripesca crediamo che il nostro ecosistema vada tutelato e rispettato, ecco perché abbiamo scelto il salmone selvaggio dell’Alaska Sockeye”

A chi ci rivolgiamo

Alle AZIENDE che vogliono offrire ai propri clienti qualcosa di unico, raffinato, segno inconfondibile di stile ed espressione del miglior salmone al mondo.

 

Ad una CLIENTELA PRIVATA esigente che creda si possa ancora mangiare un salmone sano unico nel suo genere dall'affumicatura leggera e delicata fatta per esaltare il gusto inconfondibile del nostro prodotto.

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